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Lo sapevi che...


VISITA ALL’ INTERNATIONAL SPY MUSEUM

microspieAperto nel luglio 2002, l’International Spy Museum è il primo museo dedicato al mondo dello spionaggio. E’ una meta imperdibile per ogni fan di James Bond, anche perchè il nostro eroe appare in diverse sezioni del museo. Quarterdeckha inviato il suo vice presidente per un accurato sopraluogo. Il vostro vice-presidente ha portato a termine una nuova missione speciale. Ha visitato per i lettori di Quarterdeck il Museo Internazionale dello Spionaggio a Washington, interamente dedicato a storia, personaggi, e gadget del mondo delle spie. Oltre alle accurate ricostruzioni storiche di eventi e ambienti, il museo espone una impressionante collezione di oggetti da spia, molti dei quali per la prima volta mostrati in pubblico.
Tra gli oggetti più rari si può ammirare “Enigma”, la leggendaria macchina criptografica tedesca, usata durante la Seconda Guerra Mondiale, il cui codice fu scoperto dagli alleati. La macchina è del tutto simile al Lektor di cui Bond si impossessa in “Dalla Russia con amore”. C’è poi una scarpa ricetrasmittente sovietica, nascosta sotto la suola, che ricorda la minacciosa scarpa con pugnale di Rosa Klebb, e un impermeabile del KGB con macchina fotografica incorporata. Un’altro pezzo incredibile è una macchina fotografica cecoslovacca, usata dalla Stasi della Germania dell’Est, per fotografare attraverso le pareti. E naturalmente una copia della Aston Martin DB5 fa bella mostra tra le auto delle spie. Il museo si è avvalso dei massimi esperti americani di spionaggio, compresi alcuni ex-direttori della CIA, che hanno lavorato per sette anni prima di aprire l’esposizione. Il museo ha la missione di introdurre il pubblico al mondo dello spionaggio, spiegandone i segreti ma anche l’impatto sulle relazioni internazionali del passato e del mondo contemporaneo. Comprensibilmente il museo, per quanto dichiari di essere apolitico,dipinge i servizi occidentali in modo benevolo, mentre i servizi russi e tedeschi sono descritti in modo sinistro (e probabilmente non hanno tutti i torti!). La visita è spassosissima ma impegnativa. Si attraversano vari ambienti, dalle camere di tortura del KGB, alla camera da letto di Mata Hari.
Ci sono mille informazioni da leggere, video e film che introducono all’argomento, e tantissimo materiale inedito da ammirare. Armatevi di pazienza all’ingresso, la coda può essere lunga. Non andate la mattina. E prenotate il biglietto con una settimana di anticipo. Se seguirete questi consigli, la visita sarà piacevole ed istruttiva. Il museo è diviso in varie sezioni. La prima che si incontra si chiama“la scuola per le spie”, e introduce al mondo dello spionaggio. Esplora le diverse motivazioni che spingono a diventare spie, come vengono reclutate e formate, e quali sono i principali compiti e competenze. In questa sezione potete ammirare strumenti per lo spionaggio, documenti falsificati, chiavi universali, valige con doppi fondi e macchine fotografiche speciali.
La sezione successiva vi porta attraverso la storia dello spionaggio, dai tempi biblici fino all’inizio del 20esimo secolo. Qui si racconta la storia di spie famose come la bella ma poco efficace Mata Hari, e meno famose ma più abili. Alcuni personaggi storici sono svelati come spie, tra i quali George Washington e lo scrittore Daniel Defoe, considerato padre del servizio segreto inglese. In un ambiente che riproduce una biblioteca, si posso ammirare vari libri di spionaggio tra i quali “L’uomo con la pistola d’oro” di Ian Fleming. Il museo in 800 F Street, Washington, D.C.Enigma, la macchina criptografica tedesca della Seconda Guerra Mondiale37 La terza sezione, “Spie tra di noi”, racconta la storia dello spionaggio durante le due Guerre Mondiali.
Ci sono molte testimonianze audio e video di spie che raccontano la loro storia. In una sala è possibile imparare a creare e“rompere” codici segreti. Ci sono testimonianze di alcune spie insospettabili: la cantante Josephin Baker, che lavorava per la resistenza francese, la famosa chef Julia Child e l’attrice Marlene Dietrich, che registrò per i servizi americani canzoni che venivano trasmesse come propaganda ai soldati tedeschi. La sezione è estremamente interessante quando descrive le operazioni di spionaggio che hanno portato ad alcuni eventi fondamentali della Seconda Guerra: l’attacco di Pearl Harbor, la resistenza francese, la bomba atomica in Giappone e lo sbarco in Normandia. Il D-Day viene raccontato in una stanza in cui l’audio ripete la frase segreta tratta dal poeta Paul Verlaine trasmessa alla radio per avvertire i francesi dello sbarco: “The long sobbing of the violins of autumn, Wound my heart with a monotonous languor”.
Non manca poi una sezione sulla Guerra Fredda. L’ambiente è una Berlino dopoguerra, in cui è stato ricostruito il tunnel in cui CIA e MI6 avevano installato un massa enorme di microspie per intercettare le comunicazioni tra Berlino Est e Mosca. C’è anche una automobile con compartimenti segreti per far passare inosservate le spie attraverso i checkpoint del Muro. Si può leggere la storia dei doppiogiochisti, ammirare l’evoluzione degli strumenti di intercettazione, eseguire il maccartismo negli Stati Uniti,quando sembrava che tutti potessero essere spie sovietiche.
In questa sezione c’è la parte di maggior interesse per gli appassionati di James Bond. In una sala viene descritta l’influenza del mondo delle spie sul cinema e la televisione. Oltre a Maxwell Smart, Austin Powers, e The Avengers, si possono ammirare i poster di film quali “I tre giorni del condor”. C’è addirittura un poster di “Operazione Kid Brother” con Neil Connery, il fratello di Sean. Quattro vetrine sono dedicate a James Bond con mille gadget, già tutti parte della collezione privata del nostro amato presidente Edward Coffrini Dell’Orto. Tra gli altri si possono ammirare le pinne e boccaglio con marchio 007, la lunch box con l’Aston Martin DB5, diversi pupazzi di Goldfinger, Largo, e altri cattivi, una copia della scarpa di Rosa Klebb, diapositive di “Vivi e lascia morire”, una pistola Whalter PPK, una maschera da carnevale raffigurante lo Squalo, e un set cologna, talco e dopobarba 007. Una foto di Timothy Dalton, Roger Moore, Connery in smoking bianco e il poster di “La spia che mi amava”completano la collezione.
La parte finale del museo è dedicato al mondo contemporaneo delle spie. Un documentario racconta il ruolo della CIA e il controterrorismo dopo gli attacchi dell’11 settembre. Diversi esperti sono intervistati, tra cui Richard Betts, il professore con il quale il vostro vicepresidente ha lavorato in Columbia University.
Prima di lasciare l’edificio, fermatevi al negozio. Oltre a una notevole selezione di libri, film e documentari, i gadget bondiani sono numerosi: film in DVD, colonne sonore, le ultime pubblicazioni su James Bond, pupazzi e la Aston Martin Vanquish telecomandata. Naturalmente la visita non e’ completa senza un spuntino a uno dei due ristoranti del museo, lo Spy City Café e Chez Zola. Il museo è aperto tutto l’anno(eccetto Natale, Capodanno, e Thanksgiving). Il biglietto d’ingresso costa13 dollari ed è consigliata la prenotazione. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.spymuseum.org.
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