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Archivio per ottobre, 2011

Biosbook: il nuovo social network italiano

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Nasce Biosbook, un nuovo social network italiano che dà la possibilità a chiunque di creare il proprio Libro della Vita, componendo dei Capitoli che uniscano foto e ricordi propri con quelli di amici e parenti. Dunque si condividono storie di vita, esperienze, ricordi recenti e remoti creando giorno dopo giorno una affascinante biografia grazie al contributo di chi ha frammenti di memoria che si aggiungono ai nostri, come in un puzzle.
Raccontano Simonetta Pedarra e Fabio Faraglia, ideatori e fondatori di Biosbook: “Abbiamo investito risparmi, energie ed enorme entusiasmo in questo progetto e, riscontrata la validità dell’ idea, abbiamo in programma di renderla nota e diffonderla. ”

L’ utilizzo di Biosbook è davvero universale: dagli anziani che vogliono raccogliere le loro memorie ai genitori che vogliono raccontare in tempo reale la prima infanzia dei loro bambini (con il contributo di emozioni e considerazioni dei parenti ), da chi vuole costruire la propria storia familiare a chi ha intenzione di comporre un capitolo per ogni gita, vacanza o uscita con gli amici. Dalla scuola al lavoro, dall’ infanzia ai rapporti personali, non c’è campo della vita che non si presti a divenire un Capitolo del nostro Biosbook, attraverso il quale possiamo tenere le nostre esperienze a portata di click, integrate dai racconti, dai punti di vita e dalle immagini di chi le ha condivise insieme a noi.

Scritto da Aldo Tarricone Investigazioni

ottobre 20th, 2011 at 3:01 pm

The new generation website for a new generation of people

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Mentre il mondo adulto dei social network affronta i problemi legati alla privacy e allo spam, debutta online la versione beta di www.mypage.it, il primo sito web 2.0 italiano pensato e sviluppato per i bambini dai 5 anni in su.

I bambini possono scegliere il look della propria pagina: lo sfondo, le icone, i suoni e perfino il logo di mypage.it.
Le pagine create (fino a 8 per bambino) vengono poi arricchite usando i kidget, i giocattoli digitali di mypage.it.

Attraverso i kidget i bambini possono dedicarsi a una vasta gamma di attività: disegnare, colorare, leggere, scrivere, giocare, guardare video. Nel kidget box, in costante crescita, vengono raccontati tutti gli interessi dei giovanissimi (dallo sport alla natura, dalla moda alla musica) e trovano spazio alcuni dei personaggi più amati dai bambini.

Tra i tanti contenuti, gli utenti di mypage.it trovano i video del programma Trebisonda (RaiTre), gli Straspeed (la nuova promozione di Ferrero e Kinder), i disegni da colorare e i giochi di SpongeBob e Dora l’Esploratrice (Nickelodeon), lo “sfoglialibro” della pluripremiata saga di Timothée De Fombelle Tobia (San Paolo Edizioni), le curiosità scientifiche di Editoriale Scienza, i book-trailer di Orecchio Acerbo e i consigli di lettura di Andersen, la rivista punto di riferimento in Italia per la letteratura per ragazzi.

Scegliendo la grafica e i contenuti i bambini rendono così personali le loro pagine. Si stimola un approccio attivo e creativo nei confronti delle nuove tecnologie e allo stesso tempo si forniscono ai bambini le basi per diventare utenti di internet attenti e critici, assicurano gli sviluppatori del sito.

mypage.it promette inoltre sicurezza per i suoi utenti grazie a una serie di sofisticati strumenti di controllo e monitoraggio: con il Parental Control i genitori possono condividere l’esperienza online del figlio e monitorare le sue attività sul sito. Mamma e papà possono poi limitare il tempo di permanenza del bambino sul sito e abilitare o disabilitare certe funzioni (scrivere testi, caricare immagini, fare il download di materiali…) a seconda del grado di libertà che ritengono più opportuno dare al bambino.

Inoltre, per una maggior tutela dei suoi piccoli utenti, mypage.it non offre alcuno strumento di contatto diretto tra gli utilizzatori del sito e non viene richiesta nessuna informazione che permetta il loro riconoscimento né in fase di registrazione né in un secondo momento.

Il portale è un prodotto completamente ‘made in Italy’. Nei prossimi mesi saranno online anche le versioni inglese e francese.

Scritto da Aldo Tarricone Investigazioni

ottobre 20th, 2011 at 2:53 pm

Diritto industriale: focus alla luce delle novellazioni apportate al codice di proprietà industriale (C.P.I.) dal D.LGS. 13 agosto 2010, N.131

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Innanzi al Tribunale di Bologna accadeva che, stante i prodotti per macchine industriali realizzati da alcuni ex collaboratori, sulla scorta di tecniche speciose e riservate, una società ricorrente chiedeva, con ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c., l’inibitoria di atti di concorrenza sleale per la violazione del proprio marchio di fatto e per l’imitazione servile.

Il giudice felsineo, così, in materia di proprietà industriale ed intellettuale, escludeva la sussistenza del fumus. Difatti, per poter rivendicare una posizione giuridica soggettiva di vantaggio, e nel caso di specie la violazione del marchio di fatto, incombe sul ricorrente l’onere di dimostrare la capacità distintiva del segno nonché la connessione naturale, sviluppatasi nel settore, tra l’espressione generica e l’impresa in quanto tale. Parimenti, passando per l’imitazione servile, il giudice felsineo, ha escluso la sussistenza del fumus , ai fini della declaratoria di concorrenza sleale, muovendo dal presupposto che ciò che rileva sono le caratteristiche dotate di intrinsecità ed unicità del prodotto, e non già la sua mera riproduzione.

In questo senso anche per la sottrazione di segreti industriali. Così, prima dell’entrata in vigore, nel tessuto normativo, del codice della proprietà industriale, in assenza di brevetto, le informazioni tecnico-commerciali venivano tutelate essenzialmente attraverso l’applicazione di sanzioni, aventi natura risarcitoria, avverso le sottrazioni indebite. Oggi, invece, si discorre e si riconosce un vero e proprio diritto di proprietà industriale con l’introduzione degli artt. 98-99 del c.p.i.

In definitiva, per il giudice felsineo, uniformandosi alla corrente dottrinale e alle novellazioni introdotte dal D.Lgs. n.131 del 2010, qualora il processo di studio richieda tempi incompatibili con le dinamiche concorrenziali è ragionevole ritenere che lo stesso non costituisca sottrazione di segreti stigmatizzando, peraltro, l’indeterminatezza dei motivi del ricorso.

A cura del Dott. Alessio Sifanno

Scritto da Aldo Tarricone Investigazioni

ottobre 3rd, 2011 at 3:49 pm